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Chi li ha visti?!?

Pernigotti… Fossati… ed in tempi meno recenti: Torrielli, Bozzo, Lanzavecchia, Gaggero e Tavani!

A volte ritornano, come recentemente Edgar Romano (cfr. il numero di Settembre di “Scaccomatto”), ed appena si siedono alla scacchiera ci accorgiamo immediatamente tutti di quanto sia vero che la classe non è acqua…

Ebbene, alzi la mano chi tra noi non si è mai domandato, almeno una volta: “che fine ha fatto Tizio?!?” oppure “ma Caio gioca ancora??”

Ci sono poi quelli che rientrano ma quasi subito smettono di nuovo, e ci vengono allora alla mente nomi di Centuriniana memoria quali Cangiotti e Nicora oppure quelli che “giochicchiano” ancora, senza tuttavia calcare i palcoscenici “Fide rated”, come per esempio Bonati, Petrillo o Emanuelli…

L’interrogativo di fondo è pertanto il seguente: cosa spinge il (forte) giocatore di scacchi (dilettante) ad abbandonare o rallentare drasticamente la pratica agonistica?

E’ infatti sufficiente dare anche una rapida scorsa alla lista dei Maestri e Candidati Maestri della nostra città che hanno occupato per lunghi periodi le migliori posizioni dei tabelloni, per accorgersi di quanto sia alta la percentuale di quelli che non sono più attivi come una volta tranne che, nei migliori dei casi, assai sporadicamente.

Spesso il primo stop all’attività agonistica si verifica con l’impatto universitario, allorquando un giovane in ascesa è messo di fronte al primo vero impatto con la società degli adulti, spessissimo invece sono gli impegni professionali a determinare una brusca riduzione della pratica agonistica.

Più qualificate ed attente analisi del fenomeno sono già state effettuate secondo tutti i più svariati punti di vista (si consulti per esempio l’interessante approfondimento di Alberto Miatello apparso qualche tempo fa ne “La Terza Pagina” del sito web del Centurini ) soprattutto in relazione a livelli di gioco ben più alti. Basti pensare all’illustre esempio di Gata Kamsky, a quello forse meno conosciuto di Jim Tarjan, o addirittura di un Campione del Mondo come Emanuele Lasker, giusto per risalire ancora più addietro. Giocatori di assoluto livello mondiale che quasi improvvisamente hanno “mollato” dall’oggi al domani, e se pr caso qualcuno volesse addirittura scomodare lo scacchista per antonomasia c’è sempre un certo Bobby Fischer!

Ma tanti smettono per mancanza di stimoli o semplicemente perchè si accorgono di quanto sia duro e difficile incrementare, anche di poco, la qualità e la quantità dei propri successi.

La speranza tuttavia è sempre quella che non si tratti di un addio definitivo ma di un semplice commiato che prelude ad un ritorno, magari non più brillante come un tempo, ma altrettanto soddisfacente almeno per chi come tanti di noi segue le vicende scacchistiche con l’entusiasmo semplice eppure entusiasta del appassionato.

  1. 15 aprile 2013 alle 4:02 AM

    Why was San Rafael, a town of 173,000 people located south of Mendoza City in
    the area. At the same quantity as five ounces of red wine.

    A strawberry frozen yoghurt muted the liquid
    became dark and round, but it did not meld with the floors.

    The primary task involved in ensuring a good harvest of grapes.

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